Liberi dal dolore con la Neuromodulazione

by / mercoledì, 07 febbraio 2018 / Pubblicato in generale

 

Malattia acuta e malattia cronica

Tutti conosciamo la distinzione tra malattia acuta e malattia cronica.

Le malattie acute più comuni sono situazioni che in genere guariscono da sole, o in seguito ad adeguata terapia.

Le malattie croniche, che spesso si sviluppano subdolamente con l’età, sono l’esatto opposto delle malattie acute: non guariscono mai spontaneamente, ma da sole non sono quasi mai pericolose.

Capita alle volte che anche soggetti più giovani siano affetti da condizioni invalidanti, nate in epoca imprecisata: dolori cervicali, alla colonna vertebrale, al capo, al viso, ma anche disturbi all’addome, all’inguine, alle articolazioni del bacino o degli arti.

 

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In genere in questi casi i medici assegnano diagnosi descrittive: cefalea, colon irritabile, cervicobrachialgia, nevralgia del trigemino, lombosciatalgia, fibromialgia, ecc.

A queste diagnosi segue in genere la ricerca delle cause.

Se queste cause vengono trovate, come ad esempio un’ernia del disco, un ascesso o un tumore, la parola passa al chirurgo o all’antibiotico.

Se invece le cause non vengono trovate, per il paziente inizia un percorso oneroso fatto di ulteriori indagini, esami, visite specialistiche, pareri, interventi chirurgici, ecc.  ed il paziente, già sofferente, diventa depresso.

 

Il male che è in noi

Nelle malattie croniche può prendere il comando un nemico interno molto potente che assume il potere: il sistema nervoso ancestrale, più noto come sistema vegetativo.

È lui che attiva la febbre, la debolezza, il dolore, gli spasmi intestinali, le contratture muscolari, che produce il colpo della strega, i vasospasmi che inducono le crisi cardiache, uretro-vescicali e i TIA, la reazione infiammatoria agli stimoli esterni, ecc.

Il sistema vegetativo talvolta può agire con grande potenza in risposta ad irritazioni anche estremamente deboli, tanto che talora uccide, solo per uno spavento, causando un infarto del miocardio!

Nelle malattie croniche il sistema nervoso ancestrale riesce a passare le maglie del controllo nervoso inibitorio superiore.

Lo fa in modo selettivo, ovvero si insinua là dove i sistemi inibitori superiori, nella vita di un individuo, hanno fallito e lì esprime lentamente la sua potenza malefica.

 

L’idea della neuromodulazione

La neuromodulazione, più comunemente nota come terapia del dolore, si propone di ricercare le brecce attraverso cui il sistema nervoso ancestrale esercita la sua azione di attivazione anomala.

Se un computer si blocca perché c’è un comando che ritorna costantemente a riproporre un difetto, il bravo tecnico lo spegne e lo riaccende.

Alla riaccensione, a meno che non ci sia una causa stabile che ripropone il circolo vizioso, il disturbo perde la memoria della disfunzione e quindi tende a scomparire o ad attenuarsi.

Avviene il cosiddetto reset, con ripristino di tutte le funzioni.

Su questa base, negli ultimi decenni, si è sviluppata una disciplina che, praticando il blocco periferico con anestetici locali di aree somatiche disturbate, dà grandi risultati: al di là dell’effetto immediato dell’anestetico nell’alleviare il dolore loco-regionale, queste applicazioni si sono mostrate capaci di migliorare disordini cronici, sia in termini di dolore avvertito dal paziente sia in termini di ripristino di funzioni fisiologiche alterate (ad esempio asma, colon irritabile, vertigini, alterazioni posturali).

Il blocco mirato dell’innervazione di un distretto periferico con una bassa concentrazione di anestetico locale (lidocaina allo 0,1%) è in grado di produrre una temporanea (circa 20-40 minuti) perdita di comunicazione neuro-vegetativa tra il distretto inoculato ed il resto dell’organismo.

La metodica è relativamente indolore e sicura se affidata a mani esperte.

I vantaggi annoverano la prospettiva di liberarsi completamente e definitivamente di patologie croniche fino ad allora solo parzialmente mitigate da terapie farmacologiche ad libitum, o comunque di poter limitare al minimo, nei lunghi tempi, l’assunzione di medicinali potenzialmente tossici e di evitare o procrastinare rimedi irreversibili di ambito chirurgico.

Soffri di emicrania, nevralgia, cervicobrachialgia, lombosciatalgia, dolori al bacino o alla spalla?

PROVA CON LA NEUROMODULAZIONE.

 

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Dott. Massimo Barrella  

Medico Chirurgo

Specialista in Neurologia

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